Dimissioni protette, firmato il protocollo Aziende sanitarie e Comune

Rendere più efficace e coordinata la presa in carico delle persone fragili al momento del rientro a casa dopo il ricovero ospedaliero: firmato il protocollo di collaborazione fra il Comune di Cagliari, Asl, ARNAS Brotzu e Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU).

Rendere più efficace e coordinata la presa in carico delle persone fragili al momento del rientro a casa dopo il ricovero ospedaliero: firmato il protocollo di collaborazione fra il Comune di Cagliari, Asl 8, ARNAS Brotzu e Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU).

La firma è arrivata al termine di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Massimo Zedda, l’assessora Anna Puddu, Aldo Atzori, direttore generale Asl 8, Maurizio Marcias, direttore generale ARNAS Brotzu, e Vincenzo Serra, direttore generale AOU di Cagliari.

Per tutti, “questo accordo permette di costruire una rete più solida tra istituzioni, mettendo al centro la persona”. E su impulso dell’Assessorato comunale alla Salute e al benessere di cittadine e cittadini, bene si inserisce nell’ambito delle iniziative a livello regionale per “fronteggiare la stasi del sistema ospedaliero liberando posti letto occupati da persone che possono essere dimesse”.

Le dimissioni protette non sono un semplice atto burocratico. Piuttosto rappresentano un passaggio delicato, che deve garantire dignità, sicurezza e diritti a chi rientra a casa dopo un ricovero. Come fanno, grazie anche ai fondi europei (PON POC 14-20 e PNRR), i servizi di assistenza che l’Amministrazione già eroga in realtà come quelle realizzate dal Comune in via Malta, via Verdi e via Tiziano”, ha spiegato il Sindaco, annunciando lo sblocco di 24milioni di euro per le politiche sociali.

Il protocollo mira dunque a rafforzare ulteriormente la collaborazione tra servizi sociali comunali e strutture sanitarie, con l’obiettivo di “assicurare continuità assistenziale”, ha rimarcato l’assessora Puddu. Al contempo rafforza la rete di deospedalizzazione restituendo prestazioni alla comunità. Perché, “secondo i dati forniti dai sindacati del settore per questo 2026”, ha ricordato l’Assessora, “ogni giorno, negli ospedali cittadini, circa cento posti letto sono occupati da persone che possono essere dimesse”.

 

Ulteriori informazioni

Ultima modifica

15 Maggio, 2026