Ostetricia e Ginecologia del SS. Trinità: in campo tutte le misure per la sicurezza di mamme e neonati

La difficoltà nel reperire specialisti rappresenta una criticità strutturale che interessa l’intero sistema sanitario. Dopo settimane di confronto e di lavoro, si è arrivati a una soluzione condivisa attraverso la collaborazione tra le diverse realtà del sistema sanitario regionale, grazie anche all’impegno della Presidente Alessandra Todde, dell’Assessorato regionale alla Sanità e dei Direttori generali.

In merito alle criticità emerse nella giornata di ieri presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale SS. Trinità, la Direzione generale della ASL di Cagliari ritiene doveroso fare chiarezza sul lavoro svolto negli ultimi mesi per affrontare la grave carenza di organico e garantire la continuità e la sicurezza dell’assistenza a donne e bambini.

Il reparto di Ostetricia e Ginecologia del SS. Trinità rappresenta un punto di riferimento della sanità isolana e un servizio fondamentale per il territorio, accogliendo ogni anno oltre 1.300 future mamme. Garantirne la piena operatività, così come quella del punto nascita, rappresenta quindi una priorità assoluta per l’Azienda n. 8.

La situazione della carenza di organico si è progressivamente aggravata nel corso del 2026 a seguito della richiesta di mobilità di tre dirigenti medici, ai quali è stata concessa l’aspettativa non retribuita per prestare servizio presso l’ARNAS Brotzu. La ASL aveva inizialmente negato le aspettative, successivamente concesse d’urgenza a seguito di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria. Il Servizio del Personale ha quindi immediatamente proceduto allo scorrimento della graduatoria vigente del concorso a tempo indeterminato: nessuno dei candidati interpellati ha tuttavia dato la propria disponibilità a prendere servizio.

L’Azienda ha quindi attivato un’ulteriore possibilità, facendo ricorso alla graduatoria degli specializzandi per incarichi a tempo determinato. Quattro professionisti prenderanno servizio a partire dal mese di agosto fino a novembre. Si tratta di un importante rafforzamento dell’organico che, tuttavia, deve necessariamente fare i conti con la normativa vigente, che non consente agli specializzandi di coprire i turni notturni.

Parallelamente, la ASL ha lavorato per individuare ulteriori soluzioni: sono state pertanto attivate convenzioni con l’AOU di Cagliari e con l’ARNAS Brotzu per l’attivazione delle prestazioni aggiuntive. L’AOU di Cagliari ha garantito due turni mensili di guardia della durata di 10 ore, mentre l’ARNAS Brotzu ha assicurato un turno di 12 ore al mese. L’Azienda ha inoltre coinvolto pediatri liberi professionisti, alcuni dei quali hanno manifestato la propria disponibilità a garantire ulteriori turni  nel periodo successivo a Ferragosto.

La ASL, fin dal manifestarsi delle difficoltà, ha quindi utilizzato, di concerto con la Direttrice del Servizio, tutti gli strumenti disponibili previsti dalla normativa per rafforzare l’organico, garantire la continuità assistenziale e assicurare la piena operatività del reparto e del punto nascita. È pertanto importante chiarire che non si è trattato di una situazione affrontata soltanto nelle ultime ore, ma di una criticità seguita e gestita dall’Azienda nel corso di mesi, attraverso il progressivo ricorso a tutte le soluzioni concretamente disponibili.

Definire quindi l’attività svolta esclusivamente come una serie di “interventi emergenziali” rischia di non restituire la complessità del lavoro portato avanti dalla Direzione generale, dal personale e dai professionisti coinvolti e può, soprattutto, generare allarme e insicurezza tra le pazienti e le future mamme.

La difficoltà nel reperire specialisti rappresenta una criticità strutturale che interessa l’intero sistema sanitario. Dopo settimane di confronto e di lavoro, si è arrivati a una soluzione condivisa attraverso la collaborazione tra le diverse realtà del sistema sanitario regionale, grazie anche all’impegno della Presidente Alessandra Todde, dell’Assessorato regionale alla Sanità e dei Direttori generali delle aziende coinvolte.

Garantire il funzionamento del reparto di Ostetricia e Ginecologia e del punto nascita è un dovere essenziale del sistema sanitario, soprattutto quando sono in gioco servizi fondamentali per le donne e per le famiglie e non essere presa alcuna decisione che non assicuri la totale sicurezza alle pazienti e ai nascituri.

La ASL continuerà a lavorare con questo obiettivo, assicurando la massima attenzione alla continuità assistenziale e alla sicurezza delle pazienti e valorizzando, allo stesso tempo, la collaborazione tra tutte le aziende del sistema sanitario regionale. In un momento nel quale la carenza di professionisti rappresenta una sfida comune, la collaborazione e la ricerca di soluzioni condivise sono gli strumenti più efficaci per garantire ai cittadini servizi sanitari sicuri e di qualità.

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Ultima modifica

11 Agosto, 2026